Il Presidente Mattarella ad Asiago depone una corona d’alloro sul Sacrario Militare Leiten – 24 maggio 2016

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“La guerra, ogni guerra, è un moltiplicatore di lutti e sofferenze”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha iniziato così il suo intervento ad Asiago per la commemorazione della Grande Guerra nel giorno centenario dell’ingresso dell’Italia nel conflitto, il 24 maggio del 2015.

 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato ad Asiago alle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale; ad accoglierlo il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Governatore del Veneto, Luca Zaia e il Sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern.

Il Presidente Mattarella ha deposto una corona d’alloro al Sacrario di Leiten che accoglie le salme dei soldati della Grande Guerra. Alla cerimonia era presente il primo Reggimento Granatieri di Sardegna che ha intonato la canzone del Piave.

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Storie e tradizioni delle nostre montagne: nomi e soprannomi a Cesuna

Pubblicato il 4 agosto 2014 da Gianni Trivellato
Nomi e soprannomi in Altopiano. Venivano dati alle persone secondo antiche attribuzioni e attitudini, cosi’ come un tempo si usava anche nei paesi di campagna. A Cesuna Giorgio Spiller e’ senza dubbio un cultore di queste tradizioni, che purtroppo, come lui stesso ammette, vanno un po’ scomparendo. In questo caso coinvolge due vecchi amici, da tempo all’estero, Giampaolo Mosa Rostan e Virgilio Panozzo Ostarello, entrambi con la nostalgia della terra natia incollata sempre addosso. ”Sopra i nomi e i cognomi” e’ la lettera che Giorgio Spiller invia a Virgilio Ostarello e che potete leggere di seguito, ulteriore testimonianza di un tempo che si sta perdendo.

”Caro Virgilio,
io sono uno di quelli che non promuoveranno mai un incontro tra le famiglie SPILLER sparse nel mondo; anche se sono molto attento agli Spiller, Spillere, Spillari… che tuttora mi contattano dal Brasile e che cerco di assistere ed indirizzare nelle loro ricerche alle origini cesunasi. Il motivo è semplice; non mi sento di privilegiare le mie radici patronimiche a scapito di quelle matronimiche. Sono attaccato ad entrambe, e soprattutto alla storia allargata che tutti ci ingloba. Quindi se potessi mi firmerei oltre che SPILLER NASON OSTARELO STERCHELE PACIUCO, anche FRIGO GOZZER-TOMBA MAGNABOSCO DELL’ALBA… In ogni caso è la vox populi che stabilisce i soprannomi, e lì non c’è niente da fare quello che ti affibbiano ti devi tenere.
E veniamo al soprannome OSTARELO che distingue la mia famiglia da più di cent’anni a Cesuna (io preferisco usarlo alla maniera dialettale, in cui è nato, e non da scrivano come fai tu). Don Andrea Grandotto all’inizio della sua Cronaca chiama l’osteria dei F.lli Spiller Nason, per poi passare a chiamare sempre il nonno Angelo Ostarello (scrivano anche il don). Del resto, oltre che a caccia di cedroni, l’impareggiabile don Andrea passava gran parte del suo tempo dagli avvocati, come è ancora buona tradizione a Cesuna.
Ed ora veniamo ai due i motivi che mi legano a questo soprannome:
1 – L’origine matronimica dalla bisnonna Pierina Panozzo Ostarela, che ci accomuna in parentela (la sorella più anziana di papà Cristiano portava lo stesso nome ed è citata nelle drammatiche fasi iniziali del racconto sul Profugato).
2 – La zia Maria Stella, moglie del prozio Cristiano, mamma di Bianca e Santina morta quasi centenaria, ci teneva moltissimo a trasmettermi questo soprannome chiamandomi sempre con tenerezza ed affetto “el me Ostarelo”. Più tardi ho capito perché: non sapevo di essere l’ultimo della stirpe. In più nel libro dei morti (manoscritto con bella calligrafia da don Andrea) ho scoperto che la zia ha avuto ben sei morti infanti che si chiamavano ossessivamente: Cristiano, Angelo e Pierina… Per non parlare dell’incarcerazione del marito, assieme a don Andrea stesso, e della sua prematura morte causata dalle conseguenze della prigionia.
3 – Il nonno Angelo, un uomo duro e burbero, che tu hai conosciuto è morto un anno prima che nascessi. Era sicuramente di carattere difficile in famiglia, ma si è speso per il bene del paese, e su di lui ho raccolto solo commenti favorevoli. Faceva da sensale-pacere alle liti ereditarie: “Come che decidarà l’Angelo Ostarelo par noialtri va ben”: per le famiglie Spiller Ton e Valente Conca. Mi è stato raccontato da Aldo Kel che negli anni ’60, durante le liti per costruire le sciovie, veniva invocato “Ah, se ghe fusse qua ancora l’Angelo Ostarelo a metarne d’accordo!!”. E Gigi Valente Tzanchi mi ha detto: “To nono sembrava un pesse for dell’acqua a Cesuna” riferendosi alla media dei cesunesi.
Comunque caro cugino Virgilio è meglio che ci mettiamo l’anima in pace entrambi; con noi probabilmente spariranno anche i nostri amati soprannomi che ci contendiamo a suon di doppie e punzecchiature. Di questo sono certo almeno per quanto riguarda mio figlio Cristiano che mi ha appena annunciato che in gennaio diventerò nonno di un nipote mezzo siciliano. Mica male! Chissà che nella mia vecchiaia prenda un po’ di più sole di tutta l’acqua che sto prendendo a Cesuna.
Un abbraccio
Giorgio OSTARELO”

Precisa sempre Giorgio Spiller:
Gianpaolo Mösa Rostan (1940) è un caro amico che vive in Svizzera; è nativo di Cesuna che ha lasciato negli anni ’60. La sua nostalgia per il paesello, dove ritorna sempre di meno, è struggente. Non è in fb, ma sommerge l’amministrazione comunale di Roana e la Comunità Montana di lettere ed e-mail per ripristinare le Antiche Fontane di Cesuna e la sorgente del Kaltaprunno lungo il Ghelpach. Quest’ultima giace ancora nel completo abbandono, mentre le Fontane di Cesuna sono state da poco restaurate.
Virgilio Panozzo Ostarello (1927) è un altro caro amico che vive in Australia dove è emigrato negli anni ’50 da Tresché Conca. Era un giovane partigiano garibaldino ed ha scritto qualche libro di costume locale, due memoriali sulla Resistenza. (Anche io ho scritto un libro sui partigiani di Tresché Conca: il n. 9 dei Quaderni della Resistenza Vicentina per l’AVL, appoggiandomi a lui e anche scontrandomi). Virgilio è anche l’artefice del raduno annuale dei Panozzo nel mondo che ha raccolto in una pubblicazione. Il comune di Roana lo ha insignito della Cittadinanza Onoraria. Anche lui non è in fb.
Essendo lontani parenti da parte di mia bisnonna, ci becchiamo spesso per l’uso dello stesso soprannome che lui usa in forma italiana e io dialettale.

Altopiano: Oh! quante belle liste Madama Dore’!

Pubblicato il  da Gianni Trivellato dal sito http://www.cronacheblu.it/

Carbonari? Verrebbe da dire: qualcosa del genere. Oppure a voler essere piu’ gentili scomodare ancora una volta i vecchi saggi latini e usare il famoso detto per cui “to capita, tot sententia”. Mi pare sia giusto cosi’, anche se le mie sono reminiscenze latine che datano…secolo scorso. E abbastanza giu’ di li’. Chissa’ se daro’ la stura a qualche professore di intervenire su questo sito e, se avro’ sbagliato, darmi la giusta strigliatina, oltre che un immaginario cinque in pagella. Questo preambolo mi serve comunque per affrontare nuovamente un argomento quanto mai delicato, e cioe’ la situazione politica in Altopiano a poco piu’ di un mese dalle elezioni amministrative.

Un lettore, che per la verità non apprezzo molto perche’ si firma solamente con il nome, e quindi potrebbe essere chiunque se non addirittura un personaggio politico paludato sotto…mentite spoglie, mi invita a tralasciare la politica per affrontare, scrive “i prati in fiore, le donne che vanno a pissacan, la squadra di hockey in semifinale e i mondiali femminili di hockey all’odegart. Lasci stare dunque la politica!” In buona parte si associa a questo appello anche “Mario tasista”, e mi si invita eventualmente a parlare di programi. Lo faro’ certamente, amici, ma voi capite bene che i programmi non li faccio io, non ho ancora questo potere!, per cui finiro’ inevitabilmente per parlare dei politici! Altrettanto sicuramente parlero’ anche dei prati in fiore e delle donne che vanno a pisacan, nonche’ delle glorie sportive di Asiago e dintorni: e d’altra parte avrete visto che ben volentieri ho dedicato un simpatico quadretto alla Baita di Cesuna, ed altri ne seguiranno.
Oggi pero’, a costo di suscitare nuove ire da parte di chi si diverte a commentare le mie modeste fatiche rimanendo nell’anonimato, parlero’ nuovamente di politica. Per dire che la situazione appare abbastanza confusa e comunque tutt’altro che delineata. A Roana chi sta facendo le cose alla luce del sole e’ senza dubbio la Antonella Cocco: lo scrivo perche’ e’ la verita’ e non perche’ io parteggi per lei o voglia votarla: eventualita’, quest’ultima, da escludere categoricamente visto che io non ho la residenza a Roana ne’ in alcun altro angolo dell’Altopiano.
Ad Asiago e’ nata una diatriba poco simpatica a livello di informazione, ma su questo lascio perdere, avendo scritto già abbastanza nei giorni scorsi. Rimane l’incontestabile realtà che la lista già sicura e’ una, quella che ha deciso di avvalersi di una sigla molto significativa come “Si’amo Asiago”. SiamoAsiago def 4Per il resto ancora nebbia. Le solite voci di corridoio, a volte attendibili altre simili a quelle delle comari di goldoniana memoria, parlano di altre quattro liste. Tra cui vi sarebbe anche una che farebbe capo ad un clamoroso ripescaggio, il Lobbia che gia’ a suo tempo fu vicesindaco durante la gestione Gattolin. Poi un commercialista e forse anche un famoso storico. Ma sono in molti a storcere la bocca affermando che con questa dispersione di voti non sara’ possibile che dalle urne possa uscire un gruppo vincente con valide credenziali e altrettanta credibilita’. “Per cui – mi ha confessato un mio caro amico – se sara’ cosi’ io non andro’ nemmeno a votare!”
A Gallio la situazione e’ praticamente simile, con soltanto una lista gia’ uscita allo scoperto e cioe’ quella che fa capo all’attuale primo cittadino Pino Rossi. Che, come e’ nel suo carattere focoso e battagliero, ha affermato nei giorni scorsi che non ha paura di andare contro tutti, e quindi di non temere lo scontro. Per la verita’ a livello di pubblica opinione sono in molti a ritenere che abbia concrete probabilita’ di successo, dal momento che ad affrontarlo dovrebbero esserci quanto meno altre tre liste, guidate rispettivamente da Danilo Finco, Domenico Tura e da un altrettanto probabile rientro, quello della ex sindachessa (si dice cosi’?) Antonella Stella. In ogni caso per avere quadri meglio delineati bastera’ attendere ancora poco tempo. Anche se a me, non so di preciso perche’, scrivendo questo articolo mi e’ venuto da canticchiare un vecchio ritornello, riveduto e corretto: “Oh quante belle liste madama Dore’! Oh quante belle liste!” In ogni caso, nonostante certi “amichevoli” suggerimenti, continuero’ a scrivere di politica inframezzando questo argomento con “i prati in fiore, le donne che vanno a pissacan e le gesta dell’hochey”.

Gianadolfo Trivellato

FILASTROCCHE – Madamadorè

Comune unico: prima puntata di Gianni Trivellato

Pubblicato il  da Gianni Trivellato sul sito di Cronache Blu

(si prega di commentare solo sul sito di Cronache Blu)

Oltre quarant’anni di giornalismo a livello professionistico ritengo mi consentano di esprimere giudizi e valutazioni qualificate su temi di grande attualita’. Non solo, ma di svolgere nel modo piu’ opportuno analisi che non possono essere affrontate sommariamente, per non dire addirittura superficialmente. Leggo oggi, venerdi, sul Giornale di Vicenza un articolo con cui si affronta il tema del Comune unico, argomento che a me sta particolarmente a cuore e di cui ho scritto una quindicina di giorni fa proprio su questo sito. Si scrive sul Giornale di Vicenza che l’ipotesi di un unico Comune e’ tornata di attualita’ ”in vista della nascita dell’Unione Spettabile Reggenza dei Sette Communi che andra’ a sostituire la Comunita’ Montana, con competenze sia nei settori come la viabilita’ silvo-pastorale e la gestione delle malghe, ma anche per i servizi e funzioni associate, su delega dei Comuni”.

Credo che il Giornale di Vicenza, per offrire ai suoi lettori (e quindi soprattutto agli altopianesi) un’analisi convincente del problema, e quindi riflessioni che potrebbero scaturire nel futuro in scelte gestite soprattutto dalla base, non si sarebbe dovuto limitare ad un paio di personaggi molto noti ma pur sempre parziali nelle loro considerazioni. Con molto maggiore interesse ho letto il commento di Rotzo Vacanze e non tanto e non solo per il parere del suo ”animatore”, ma in quanto si e’ fatto artefice di una iniziativa che sarebbe spettata da altri, enti e personaggi pubblici, e allo stesso quotidiano vicentino. Rotzo Vacanze infatti ha organizzato tempo fa un interessante sondaggio interpellando una cinquantina di persone, e questo sondaggio offre gia’ una risposta molto significativa su quanto pare voglia la gente: e cioe’ un Comune unico!.
Chi scrive su Rotzo Vacanze, a corredo della sua iniziativa aggiunge purtroppo anche un amaro commento e che cioe’ ”i più favorevoli ed appassionati all’argomento sono stati i non residenti. Un po’ più scettici i locali, ma l’informazione rilevante non è tanto il risultato del sondaggio, ma il fatto che ad interessarsi maggiormente delle sorti dell’ altopiano siano coloro che non ci abitano. Per me è stata solo ennesima riprova del dilagante disinteresse dei locali per le sorti della propria terra. Fintanto che non sarà individuata e risolta la causa di tale apatia non si saranno poste basi solide su cui poggiare qualsiasi progetto di sviluppo dell’altopiano”.
Personalmente sono convinto che la creazione di un Comune unico favorirebbe grandi ed indubbi vantaggi, a cominciare dalla riduzione dei costi per mantener i servizi. Non solo: ma eviterebbe certe contraddizioni che possiamo definire tali solo per carita’ di patria. Mi dicono ad esempio che tra Roana e Rotzo si verifichi una piccola guerra di confine per la quale il pullmino che porta gli studenti di Rotzo alle medie di Roana (Mezzaselva) non può prendere i bambini di Roana che frequentano le elementari di Rotzo! Incredibile, ma vero! Praticamente un senso unico didattico.
Non sottoscrivo assolutamente il parere del sindaco di Roana, Valentino Frigo, secondo il quale l’ipotesi di un Comune unico ”e’ un’ipotesi poco pratica per l’estensione del territorio e per le diversità di necessità dei cittadini dei vari comuni, mentre l’Unione va a soddisfare sia le richieste della Regione, sia quelle dei nostri cittadini: ovvero servizi garantiti a minor costo e uguali per tutti, con una giusta rappresentanza territoriale all’ interno del consiglio e della giunta”. Alla stessa maniera non posso condividere l’opinione di Bortoli secondo il quale Asiago non avrebbe alcun interesse ne’ obbligo di condividere la proposta di un Comune unico in quanto ha una popolazione al di sopra dei 5 mila abitanti. E aggiunge che
”i Municipi, e così gli amministratori, sono un punto di riferimento per la popolazione, tanto più i Comuni piccoli, dove ci sono sempre più anziani e dove ormai stanno sparendo negozi, uffici postali,servizi vari. Togliendo anche il Comune, inteso come municipalità, si dà il colpo finale alla permanenza del Comune come località abitata”. Mi pare che dalle parole di Bortoli trasudi una indubbia nostalgia del passato mentre, accordati a questo grande storico tutti i meriti che gli sono dovuti, nel 2014 bisogna guardare al futuro.
L’argomento, ripeto, e’ comunque di quelli scottanti. Per questo motivo ho ritenuto opportuno dedicargli una serie di puntate interpellando amministtatori di tutti i Comuni, imprenditori, operatori turistici. E ovviamente dando la possibilita’ alla gente di intervenire. Ovviamente in termini civili ed educati. Per cui vi do appuntamento alla seconda puntata.

Gianadolfo Trivellato

RISPOSTA: Antonella Cocco: “Progetto prematuro” 2014 da Gianni Trivellato

Pubblicato il  da Gianni Trivellato  sul sito di Cronache Blu

L’indagine ieri proposta su questo sito (vedi articolo precedente), in riferimento al progetto di un accorpamento dei vari Comuni dell’Altopiano in un Comune unico, ha trovato una prima interessante risposta. Una conferma come l’interesse per il futuro dell’Altopiano sia vivo e pronunciato, al di la’ delle singole opinioni e delle valutazioni di parte e, ci permettiamo di aggiungere, anche di certi non velati scetticismi. Pubblichiamo quindi ben volentieri il parere della dottoressa architetto Antonella Cocco che, come si sa, si presentera’ con una propria lista alle elezioni del prossimo maggio per l’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale. Per l’occasione la dottoressa Cocco ci prega di ricordare che lunedi 24 febbraio terra’ un incontro con i propri concittadini all’albergo Belvedere di Cesuna, con inizio alle 20.30. Un incontro durante il quale illustrera’ le linee programmatiche della propria candidatura.

Questo il parere di Antonella Cocco sul progetto di un Comune unico: ”Il Comune di Roana è composto da 6 frazioni che in realtà sono 6 paesi, ciascuno con delle proprie specificità , sia territoriali, sia culturali, sia storiche, di pari ed uguale dignità ed importanza. Il primo e piu’ vicino traguardo, del quale peraltro si continua a parlarne ed a discuterne, ma che dovrà obbligatoriamente essere raggiunto per poter rispondere sia alle nuove indicazioni imposte dalle normative statali, sia per arrivare a portare avanti progetti unitari che avranno una ricaduta in termini di vantaggi turistico-occupazionali e quindi economici, è quello di confrontarsi e di ragionare insieme e quindi arrivare ad una proficua e costruttiva sintesi che, nel rispetto di tutti i 6 paesi, riesca a definire e portare avanti degli obiettivi legati non al paese a cui sono destinati, o al peso dell’amministratore di un particolare paese, ma in base alle priorità ed al maggior vantaggio che tale obiettivi, una volta raggiunti, porteranno ai 6 paesi nella loro complessità. Quindi il primo obiettivo per il Comune di Roana è quello di una unione tra i 6 paesi. Uscendo dall’ambito del Comune di Roana, stanno prendendo consistenza rapporti con gli altri Comuni dell’altopiano attraverso delle convenzioni, ma è un processo molto lento ed impervio, nonstante ci siano delle leggi che le impongono con le relative scadenze, per cui ritengo che esprimere un parere favorevole o contrario all’unione di tutti i Comuni dell’altopiano sia prematuro”. concittadini all’albergo Belvedere di Cesuna, con inizio alle 20.30. Un incontro durante il quale illustrera’ le linee programmatiche della propria candidatura.

Senza casco ma con …la Vaca Mora!

Pubblicato il da Gianni Trivellato sul blog di Cronache Blu

Giorni fa ho letto che in un paese di montagna (non sull’Altopiano), una delegazione di genitori si e’ presentata dal sindaco e ha protestato con toni piuttosto vivaci perché’ per una settimana era stato sospeso il servizio del pulmino che porta i ragazzi delle elementari a scuola. Una notizia che mi ha fatto sorridere, ripensando alla mia generazione e a quelle delle eta’ successive, diciamo fino agli anni ottanta. Qualcuno dei lettori di questo sito ha scritto giorni fa che sono cambiati di molto i sistemi di vita e le abitudini: il che e’ vero, ma e’ altrettanto vero che forse ora ci stiamo abituando troppo bene, al punto di esigere forse un po’ troppo da questa benedetta era moderna, in primis i piu’ giovani. Anche quelli che abitano in montagna.

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Suggerimento: di fronte alla “Vaca Mora”, si trova anche la Hotel Vecchia Stazione. Il museo della Grande Guerra merita di essere tutto visitato. Sono piccoli momenti anche per meditare.

”Eppure – scrive Luigi Mezzapesa, un frequentatore di questi siti – siamo sopravvissuti”. E continua citando una serie di esempi sui quali varrebbe soffermarsi un po’ a meditare. ”Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo. Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco. Spesso ci capitava di bere l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…”.
Io aggiungo che d’estate uscivo a giocare con i miei compagni con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Ora tutto cio’ e’ quasi impensabile, dal momento che manca poco che anche i bimbi dell’asilo vengano muniti di cellulare! Non avevamo Playstation, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, computer, chatroom su Internet… Avevamo invece tanti amici….Per giocare a calcio nel cortile sotto casa formavamo le squadre tirando a sorte i componenti e non tutti venivano scelti e gli scartati non andavano dallo psicologo per il trauma. Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
Erano i tempi in cui quassù, sull’Altopiano, c’era la “Vacca Mora”, ossia il nome popolare con cui veniva chiamato il trenino a vapore che si arrampicava sbuffando dalla pianura vicentina fino ad Asiago. Il tratto di ferrovia tra le stazioni di Cogollo e di Campiello era provvisto di cremagliera per far superare al treno un dislivello di quasi 700 metri in poco più di 6 Km. Nell’impegnare questo tragitto il treno avanzava con grande fatica e molto lentamente a circa 10 chilometri all’ora!. Qui “i giovani baldanzosi, volendo far vedere agli amici e alle ragazze il loro coraggio, scendevano dal treno” in movimento, “andavano a raccogliere un fiore e poi di corsa riuscivano a risalire nell’ultima carrozza con il fiatone e consegnavano l’omaggio alla ragazza più bella con un grande inchino”.
La tratta in partenza dalla stazione di Rocchette era lunga 21 chilometri e fu inaugurata nel 1910 e rimase attiva attiva fino al 1958. Non solo permise all’Altopiano di Asiago di uscire dall’isolamento in quanto collegato fino ad allora alla pianura solo dalla Carrozzabile del Costo e da tre percorsi a gradini, ma soprattutto fu un’opera di alta ingegneria per l’epoca e motivo di orgoglio per le popolazioni locali.Il progetto iniziale era del 1884, ma solo nel 1907 dopo lunghe modifiche, dovute soprattutto alle difficoltà orografiche del territorio, iniziarono i lavori. Partendo da Rocchette, il treno impegnava fin da subito la prima galleria lunga quasi 92 metri e subito dopo l’alto ponte-viadotto sul torrente Astico, per arrivare alla prima stazione di Cogollo. Proprio dopo questa stazione iniziava la durissima salita del Costo che portava fino alla stazione di Campiello, dove il treno doveva rifornirsi di acqua e carbone. Questa parte del tracciato necessitava di una cremagliera per passare da quota 297,3 metri a quota 956,6. Un’opera che valse al trenino la fama di tratta ”piu’ ardita e alta d’Italia”. La “vaca mora” era adibita non solo al trasporto passeggeri contribuendo al successivo sviluppo del turismo, ma anche al trasporto in pianura del marmo rosso e legname di cui l’Altopiano era ricco. Altri tempi…già, ma non dimentichiamoli perché nonostante tutto siamo…sopravvissuti!
Gianadolfo Trivellato

La vaca Mora. Dall’album “el figaro ed altre storie” di Ezio Pesavento Squinz

 

Hotel Da Barba e Villaggio degli Gnomi

Immerso nella natura, un rifugio incontaminato circondato dalla natura dell’Altopiano, l’Hotel da Barba è un paradiso per famiglie e per i più piccoli.

Un Hotel a misura di bambino. in cui relax, divertimento e natura si fondono. In località Pöslen, 40 ad Asiago vicino alla struttura si trova il mitico Villaggio degli Gnomi, un percorso di circa 1300 m nel cuore del bosco asiaghese, aperto per tutto il mese di maggio fino al 15 di giugno per scolaresche o gruppi, poi tutti i giorni nei mesi estivi con la possibilità il giovedì e la domenica di accedere alla Visita Guidata e animata. Le visite iniziano alle 10:30 e durano circa un’ora e mezza. Inoltre con il biglietto d’entrata si può accedere al percorso autonomamente sempre e ai giochi che si trovano all’esterno della struttura. Una passeggiata nella fantasia tra sport, natura, storia e leggenda.p006_1_00

Le strutture sempre più attuali, il recente utilizzo della fibra ottica permettono di rendere il percorso sempre più interattivo, emozionante e divertente, nonchè realistico per l’esigente pubblico dei più piccoli.

L’Hotel è attivo anche nel periodo invernale e offre un servizio completo per l’intrattenimento di grandi e piccoli, una sala giochi dedicata ai bambini con una Tv su cui trasmettere filmati sugli gnomi, ma anche le fiabe di ultima generazione e un servizio di animazione; per gli adulti una raccolta palestra fornita di tutti gli attrezzi e un centro benessere con la salutare Grotta di Sale, che fornisce benefici equivalenti a tre giorni da mare ed è un toccasana per le difese immunitarie e una sauna. Le 23 stanze con un tipico arredamento da montagna sono tutte diverse, hanno i nomi dei fiori dell’Altopiano, ciascuna con una peculiare struttura interna e una doccia idromassaggio e un bagno turco incluso.

“Da Barba”  offre la possibilità di fare lunghe passeggiate tra la flora e la fauna locali, il percorso è servito di panchine, e di effettuare un po’ di ginnastica dolce, grazie alla cartellonistica dedicata.

L’Alberso è sede di Biketrekking che offre numerose proposte e percorsi per vedere l’Altopiano a

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 360°, in mountan-bike o a piedi. Non solo sport ma anche tradizione e cultura, gli operatori infatti sono anche accompagnatori turistici, del tempo libero e permettono agli ospiti di fare attività fisica e nel contempo di conoscere meglio la storia e la tradizione del territorio dei 7 Comuni.

L’accesso ad internet Wi fi, una tv che trasmette i filmati della partecipazione dell’Hotel e dell’Altopiano a trasmissioni televisive, il bar e un grandissimo parco completano il pacchetto per una vacanza all’insegna del relax.

Una presenza illustre dedicata a bambini e ragazzi è quella della scrittrice Consuelo Morello che una volta a settimana nel periodo estivo anima l’Hotel con racconti, la storia dell’Altopiano e dei lavori manuali.

Tra natura e storia – Con le ciaspole sugli altopiani di Mario Busana – Alberto Manzan

Busana Mario; Manzan Alberto - Tra natura e storia. Con le ciaspole sugli altipiani...Ciaspole, una emozionante riscoperta

Pubblicato il  da Gianni Trivellato sul blog di Cronache Blu

Tra questioni politiche e amarcord storici, mi piace oggi segnalare come due esperti escursionisti e grandi conoscitori della montagna, Mario Busana ed Alberto Manzan, propongano un libro che ritengo molto interessante, sia per i residenti che per i turisti. ”Tra natura e storia – Con le ciaspole sugli altopiani”: questo il titolo che appare sulla copertina, un libro che rappresenta una preziosa guida per le escursioni con le racchette da neve divenute negli ultimi tempi sempre piu’ comuni ed apprezzate tra le varie proposte turistiche.

Non e’ infatti da molto tempo che la gente ha riscoperto questa formula di sport invernale, e la sua sempre maggiore diffusione si spiega con il fatto che, come si legge nel libro, attraverso le ciaspole diventano accessibili anche d’inverno luoghi rimasti esclusi dagli impianti di risalita, offrendo inoltre la possibilita’ di ritrovare un diretto e affascinante contatto con la montagna e la sua natura. Le ciaspole in sostanza sono insostituibili per raggiungere in poco tempo e con relativamente poca fatica angoli di natura incontaminata e incredibili paesaggi. In passato, quando le strade erano poco battute o addirittura non esistevano, per spostarsi da un paese all’altro o andare a caccia nei boschi bisognava andare a piedi. Per cui d’inverno si rese necessario costruire un attrezzo che non facesse sprofondare i piedi nella neve. Di qui la creazione di vere e proprie racchette costruite in legno e con dei lacci che le legavano agli scarponi. Poi con l’avvento della modernita’ le ciaspole divennero una sorta di attrezzo da museo e soltanto di recente sono state riscoperte come emozionante formula sportiva.
Val la pena sottolineare come acquisto e noleggio delle ciaspole richiedano costi contenuti; non solo, ma le ciaspole non hanno bisogno di una particolare preparazione tecnico-fisica e possono essere utilizzate anche dalle persone anziane e alle famiglie con bambini, pur necessitando di buon senso e di un certa resistenza fisica. La guida di Busana e di Manzan offre inoltre utili suggerimenti su come equipaggiarsi e su come affrontare i percorsi senza pericoli, dal momento che la montagna d’inverno non e’ priva di insidie, quali soprattutto le valanghe e gli improvvisi mutamenti di clima.
Il libro propone una ventina di itinerari, molti dei quali scelti sul nostro Altopiano, con indicazioni sulla difficolta’ dei percorsi, al tempo necessario per percorrerli, al periodo consigliato per l’escursione e ai vari dislivelli. Mai come d’inverno, si ammonisce nella guida, e’ necessario pianificare con cura un’escursione. Anche se, aggiungiamo noi, sull’Altopiano e in particolare a Gallio e Cesuna si offrono escursioni guidate e quindi al riparo da pericoli e difficolta’.
G.T.

Per vedere una parte degli itinerari basta scaricare l’APP ALTOPIANO7C, LA GUIDA PER TE, oppure vedere la seguente sezione di ITINERARI ALTOPIANO DI ASIAGO 7 COMUNI

Dove acquistare:

Gli eventi con le Ciaspole in programma:

MELETTE 2000: Divertimento sulla neve a 360°

Il comprensorio sciistico delle Melette: Melette2000, situato nella parte settentrionale dell’Altopiano dei sette Comuni, a sud della piana di Marcesina .

16 sono le piste per un totale di 22 km – 2 km di piste blu, 14 km di piste rosse, 6 km di piste nere. Con 6 impianti di risalita il divertimento è assicurato.

Se vuoi rilassarti in alta quota, prendere un drink o mangiare qualcosa è attiva la Baita Solaia, per godersi il sole e un bellissimo panorama a 1424 m. Con la seggiovia, sciatori e non possono raggiungere 1732 m di altitudine per assaporare non solo il paesaggio Altopianese, ma anche le vette Dolomitiche. Grande divertimento a 360° per tutta la famiglia a soli 5 minuti dal centro di Gallio e 15 da quello di Asiago

Vuoi imparare a sciare? E’ attiva la Scuola Sci Gallio con i suoi 15 maestri, tutti iscritti al Collegio Regionale dei Maestri di sci del Veneto: tecnici validi e costantemente aggiornati che vantano una lunga esperienza nell’insegnamento dello sci e dello snowboard, in particolare ai bambini.  Per il divertimento non solo dei più piccoli, c’è un moderno tapis roulant.

 7 gli impianti di risalita tra cui una seggiovia triposto che raggiunge il Monte Melette di Gallio a 1676 m e 2 seggiovie biposto. Un altro punto a favore della località sciistica è

C

la posssibilità di usufruire gratuitamente di un ampio parcheggio vicino agli impianti e dello ski bus gratuito da e per il centro di Asiago.

Alle Melette2000 puoi anche noleggiare o comprare l’attrezzatura per le tue giornate sulla neve: sci, scarponi, snowboard e tutto ciò che serve per trascorrere piacevoli momenti tra le vette innevate dell’Altopiano.

Non solo sci alpino, ma a due passi dalle piste Melette2000 si trova il Centro Fondo Campomulo, inoltre d’estate il relax continua con la possibilità di scoprire i sentieri che si snodano sopra Gallio o le piste di mountan-bike.

“La neve e il suo magnifico silenzio. Non ce n’è un altro che valga il nome di silenzio, oltre quello della neve sul tetto e sulla terra.”                                                                                                                                                                                                                                   Erri De Luca, Il peso della farfalla, 2009